Un intervento di 4,5 chilometri ha completato uno dei tratti mancanti della celebre ciclovia FVG1 “Alpe Adria”: il percorso Moggio Udinese-Carnia. Il parapetto Falcade HO3 e la staccionata Brunico H3C hanno garantito la perfetta integrazione paesaggistica e la durabilità necessaria in un contesto montano particolarmente esigente, contribuendo in modo determinante alla sicurezza e alla qualità dell’infrastruttura ciclabile.

La ciclovia FVG1 “Alpe Adria”, la più conosciuta via cicloturistica del Friuli Venezia Giulia, si è arricchita di un nuovo importante tassello con il completamento del tratto tra la vecchia stazione di Moggio Udinese e l’abitato di Carnia nel comune di Venzone. I nuovi 4,5 chilometri di percorso ciclopedonale hanno un valore strategico che va ben oltre la loro estensione, poiché completano un itinerario che si sviluppa per ben 400 chilometri da Salisburgo fino a Grado.

Le soluzioni Cortensafe per un’infrastruttura sicura e sostenibile

In un contesto ambientale di particolare pregio come quello montano, che caratterizza questo tratto, la scelta dei materiali ha rivestito un ruolo fondamentale. Le severe condizioni climatiche e l’esigenza di ridurre al minimo gli interventi manutentivi hanno orientato la progettazione verso soluzioni innovative e durevoli.

Ciclovia Alpe Adria - leStrade marzo 2025 - Venzone - Udine - 2

Per questo progetto abbiamo fornito due soluzioni su misura:

  • il parapetto Falcade HO3: installato per 958 metri con altezza 1.500 mm e passo personalizzato di 1.770 mm. Una soluzione che si distingue per l’elegante design con paletti verticali, appositamente rinforzata per questo progetto con uno spessore del montante aumentato da 2 a 3 mm e un interasse ridotto, per resistere alla spinta di 1,5 kN/m all’altezza del corrimano. Il fissaggio alla base è stato realizzato mediante una staffa personalizzata di spessore 15 mm.
  • la staccionata Brunico H3C: utilizzata per 330 metri con altezza 1.100 mm e passo 2.000 mm, caratterizzata da correnti orizzontali e fissaggio UNP 1500 su terreno con battipalo. Questa soluzione offre un perfetto equilibrio tra funzionalità e integrazione estetica con l’ambiente circostante.

L’utilizzo dell’acciaio corten per questi sistemi di protezione ha rappresentato una svolta rispetto all’approccio tradizionale che prevedeva l’impiego del legno. Come evidenziato dall’ing. Giulio Ossich della Direzione Lavori: “In questo contesto, per quanto riguarda le staccionate e i parapetti si è abbandonato l’utilizzo del legno e si è optato per dei prodotti in acciaio corten che garantiscono un buon inserimento ambientale e una migliore durabilità, senza interventi manutentivi”.

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Un intervento strategico per la sicurezza e l’intermodalità

L’intervento, realizzato dalla Società Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A. con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha risolto una criticità significativa: prima della realizzazione di questo tratto, infatti, i ciclisti erano costretti ad abbandonare la pista ciclabile in corrispondenza dell’ex stazione ferroviaria di Moggio Udinese per proseguire lungo la S.S. 13 Pontebbana, un’arteria caratterizzata da intenso traffico, anche pesante.

La nuova pista ciclabile, sviluppata lungo il sedime dell’ex ferrovia Pontebbana, ora raggiunge l’abitato di Carnia dove è presente l’attuale stazione ferroviaria, permettendo così l’intermodalità tra mobilità ciclistica e ferroviaria – un aspetto particolarmente rilevante considerando che la ciclovia FVG1 è la più frequentata della Regione e registra un trend di utilizzo in forte crescita.

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Innovazione al servizio dell’ambiente

La scelta di affidarsi alle nostre soluzioni si inserisce in una visione progettuale che ha posto al centro la sostenibilità e la valorizzazione del paesaggio. L’acciaio corten, con la sua caratteristica patina autoprotettiva di color ruggine, si integra perfettamente nel contesto naturale montano, offrendo al contempo prestazioni superiori in termini di resistenza agli agenti atmosferici e riduzione degli interventi manutentivi.

Le nostre protezioni laterali hanno contribuito a definire l’identità visiva del percorso, creando un fil rouge che accompagna il ciclista attraverso paesaggi di straordinaria bellezza, incluse le tre gallerie presenti lungo il tracciato, anch’esse illuminate con sistemi a LED con variazione dell’intensità in funzione del passaggio dei ciclisti.

Un modello per le future realizzazioni

rivista leStrade marzo 2025

Il nuovo tratto ciclopedonale, largo tre metri per adeguarsi agli standard adottati lungo tutta la rete delle ciclovie di interesse regionale, rappresenta oggi un modello di riferimento per progetti analoghi.

Come sottolineato dall’ing. Ossich: “Il tratto così come realizzato rappresenta una soluzione tipologica che già è stata adottata anche in progettazioni analoghe in fase di realizzazione sia per materiali sia per sezioni tipologiche”.

Le soluzioni Cortensafe installate nel tratto Moggio Udinese-Carnia sono dunque destinate a diventare un elemento caratterizzante dell’intera ciclovia Alpe Adria, contribuendo a rendere questo itinerario “enciclopedico” non solo per la varietà dei paesaggi e degli spazi culturali che attraversa, ma anche per la qualità delle infrastrutture che lo compongono, dove sicurezza, sostenibilità e bellezza si fondono in un’esperienza di viaggio unica per gli appassionati di cicloturismo.