L’installazione di un parapetto può sembrare un intervento di routine, ma quando si opera nel centro storico di un piccolo comune, ogni dettaglio acquisisce importanza. Il progetto realizzato a Pont Canavese (TO) lungo Via Don Patrito rappresenta un esempio concreto di come la scelta di un parapetto in corten possa rispondere simultaneamente a esigenze di sicurezza e integrazione paesaggistica.

Via Don Patrito si sviluppa nel centro di Pont Canavese, in provincia di Torino, collegando la strada principale al sagrato della chiesa parrocchiale di San Costanzo del XIII secolo. Come spiega l’ingegnere Fabrizio Calati, progettista dell’opera: “Dalla strada principale si sale per un centinaio di metri e si arriva a questa chiesa, che potremmo definire il cuore religioso e monumentale del paese”.

Il tracciato in salita richiedeva la sostituzione di un parapetto preesistente che, pur funzionale dal punto di vista della sicurezza, presentava evidenti segni di invecchiamento e caratteristiche non più adeguate al contesto. La struttura originaria era costituita da “piantoni e 3 listoni in acciaio” ancorati su “blocchi in pietra, dei cordoli in pietra che si usavano una volta”.

La scelta progettuale: perché il Corten

Il lavoro ha riguardato complessivamente 97 metri lineari di parapetto modello Falcade HO3 (85 metri per il tratto principale più 12 metri aggiuntivi). La scelta dell’acciaio Corten è maturata dopo un processo di valutazione che ha coinvolto diverse alternative progettuali.

Parapetto in acciaio Corten a Pont Canavese (Torino) - 2

“Abbiamo valutato diverse soluzioni”, racconta Calati, evidenziando come il Corten sia risultato vincente per le sue caratteristiche specifiche: “Il Corten intanto dopo 7-8 mesi tende a ossidarsi e quindi si stabilizza: lo strato protettivo rimane inalterato praticamente a vita. Considerando, inoltre, il particolare contesto storico, la soluzione in corten era quella che maggiormente piaceva all’Amministrazione”.

Il processo di installazione

L’intervento ha richiesto un approccio metodico che è iniziato con la rimozione completa dell’esistente. “Per mettere in sicurezza l’area è stata smantellata la pavimentazione per 3 metri circa di larghezza e per tutta la lunghezza”, spiega il progettista.

La fase più delicata è stata il consolidamento strutturale: “Abbiamo fatto tutto un consolidamento strutturale che ora ovviamente non si vede, poi abbiamo rifatto il porfido superiore e su questo siamo andati a installare questo parapetto usando il fissaggio con staffa base”.

La personalizzazione: un approccio su misura

Parapetto in acciaio Corten a Pont Canavese (Torino) - 5

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la personalizzazione dell’installazione.

La strada presenta infatti variazioni di pendenza che hanno richiesto un approccio specifico.

L’azienda Cortensafe ha fornito un supporto tecnico particolare: “Una volta finita la travatura di consolidamento è stato fatto un rilievo puntuale per rivedere le inclinazioni di questa strada che non era continua e costante”.

Il risultato di questo processo è stato estremamente efficace: “Ogni 2 metri hanno fatto il rilievo e i piantoni sono arrivati numerati in base al rilievo fatto, e quindi quando sono stati montati erano perfetti. Non c’è stato problema nel senso che i posatori si sono “limitati a tassellare”, diciamo così”.

Caratteristiche tecniche e dettagli costruttivi

Il parapetto Falcade HO3 presenta caratteristiche specifiche che lo rendono adatto al contesto. Come osserva l’ing. Calati: “Come tipologia di struttura è comunque molto fine ma i diametri per questo parapetto sono già notevoli rispetto a una soluzione tradizionale”.

Un aspetto tecnico rilevante riguarda la gestione dell’acqua meteorica: “È ben fatto perché ci sono tutte le aperture per scaricare l’acqua, nel caso si inserisca dell’acqua dentro: a volte nelle giunte passa l’acqua, se non ci sono i fori di scarico poi il profilato marcisce da dentro”.

Parapetto in acciaio Corten a Pont Canavese (Torino) - 4

I risultati dell’intervento

La valutazione post-operam ha evidenziato risultati positivi su diversi fronti. Dal punto di vista della resistenza strutturale, il parapetto ha superato le aspettative: “Quando siamo andati a testare la struttura manualmente… è perfino più solida di come ci aspettavamo”.

Il confronto con altre realizzazioni è significativo: “A volte ci sono delle strutture che sono certificate – per carità – ma poi quando si va a fare delle azioni di snervamento flettono un po’. Questa in corten invece è bella solida, è molto stabile, il che ci dà grande tranquillità dal punto di vista della sicurezza”.

Il feedback della comunità locale

In un contesto comunale di piccole dimensioni, il controllo sociale rappresenta un indicatore importante della qualità dell’intervento. Come racconta l’ingegnere: “Lì è ancora una gestione dove tutti si conoscono, siamo in un Comune piccolo, e quindi giornalmente la gente passa, guarda, fa i suoi commenti, ecc., e i commenti erano favorevoli”.

L’assenza di critiche in un ambiente dove “se per qualcuno c’è qualcosa che non va, te lo fa sapere subito” rappresenta un riscontro concreto del successo della realizzazione.

Progetto a Pont Canavese (Torino) - 6

Gestione dei tempi e delle criticità

Nonostante le frequenti piogge che hanno caratterizzato il periodo dei lavori, il progetto è stato completato nei tempi previsti. Questo risultato è stato possibile grazie alla buona organizzazione del cantiere e al supporto tecnico fornito da Cortensafe.

Considerazioni conclusive

Il progetto di Pont Canavese dimostra come la scelta dell’acciaio Corten possa rappresentare una soluzione tecnica efficace per interventi in contesti storici. La combinazione tra le proprietà di ossidazione del materiale e l’approccio personalizzato nell’installazione ha prodotto un risultato che soddisfa simultaneamente requisiti funzionali ed estetici.

Progetto a Pont Canavese (Torino) - 3

L’esperienza conferma l’importanza del supporto tecnico specializzato nelle fasi di rilievo e personalizzazione, elementi che si sono rivelati determinanti per il successo dell’opera.

Come sintetizza l’Ing. Calati: “Il risultato ha ripagato l’investimento, sia dal punto di vista funzionale che dal punto di vista poi dell’inserimento nel contesto architettonico del luogo”.