Due interventi d’eccellenza a Porto Tolle e Porto Viro confermano il ruolo dell’azienda vicentina come punto di riferimento nazionale per i sistemi di protezione destinati alle infrastrutture cicloturistiche.

C’è un filo rosso-bruno che sta legando sempre più territori italiani, un elemento ricorrente lungo piste ciclabili, argini fluviali, percorsi naturalistici. È il colore inconfondibile dell’acciaio corten, materiale che negli ultimi anni ha conosciuto una vera e propria esplosione in termini di richiesta e applicazioni.

La rivista specializzata “leStrade”, nel numero di novembre 2025, racconta una storia emblematica di questa tendenza: gli interventi realizzati con soluzioni Cortensafe lungo la Ciclovia Vento, nel cuore del Parco Regionale Veneto Delta del Po.

Non si tratta di semplici forniture, ma di progetti che incarnano una visione precisa: quella di un’infrastruttura capace di dialogare con il territorio che attraversa, senza sovrastarlo ma integrandosi con discrezione ed eleganza.

Due cantieri, due prodotti diversi, un unico denominatore comune: la qualità costruttiva e la capacità di rispondere a requisiti progettuali stringenti con soluzioni personalizzate.

L’acciaio corten: il materiale del momento

Prima di addentrarci nei dettagli degli interventi, vale la pena soffermarsi sulle caratteristiche che hanno reso l’acciaio corten così apprezzato nel settore delle infrastrutture per la mobilità dolce.

Come sottolinea l’articolo di “leStrade”, si tratta di un materiale che presenta una combinazione di proprietà difficilmente riscontrabile in altre soluzioni.

La patina protettiva che si sviluppa naturalmente sulla superficie costituisce l’elemento distintivo per eccellenza. Questa ossidazione controllata conferisce all’acciaio un aspetto naturale che, aspetto non secondario, evolve nel tempo, rendendo ogni elemento realizzato unico e irripetibile.

Il processo di patinatura, lungi dall’essere un difetto, rappresenta il meccanismo stesso attraverso cui il materiale si protegge dagli agenti atmosferici.

L’elevata resistenza alla corrosione rende il corten ideale per applicazioni esterne, dove l’esposizione a pioggia, umidità, escursioni termiche e radiazioni solari mette a dura prova qualsiasi materiale.

A differenza dell’acciaio tradizionale, che necessita di trattamenti protettivi periodici per mantenere le proprie caratteristiche, il corten è praticamente esente da manutenzione: non richiede verniciature né trattamenti chimici, limitandosi a necessitare di ordinarie operazioni di pulizia.

Questa caratteristica si traduce direttamente in sostenibilità ambientale. L’assenza di cicli manutentivi significa eliminare l’impiego di vernici, solventi e altri prodotti chimici nel corso della vita utile dell’elemento, con evidenti benefici per l’ecosistema circostante.

Un aspetto particolarmente rilevante quando si opera in contesti naturalistici di pregio come il Delta del Po.

La durabilità rappresenta un altro punto di forza decisivo. Se sottoposto a normale manutenzione ordinaria, il corten presenta una vita utile tendenzialmente illimitata, ben superiore a quella del ferro tradizionale o di altri acciai non trattati.

Questo si riflette positivamente anche sull’analisi economica complessiva dell’investimento: sebbene il costo iniziale possa apparire superiore, la somma dei costi di zincatura e verniciatura di un acciaio convenzionale raggiunge spesso valori comparabili, se non equivalenti, a quelli del corten.

Infine, la versatilità: l’acciaio corten può essere impiegato in una gamma vastissima di applicazioni, dalla costruzione di edifici e ponti all’arredo urbano, fino a sculture e installazioni artistiche.

Tuttavia, come ricorda l’articolo, l’esplosione della domanda nel settore delle protezioni è derivata da un’innovazione specifica: la disponibilità del materiale in forme tubolari, indispensabili per realizzare staccionate, parapetti e recinzioni. Una svolta tecnologica che ha aperto scenari applicativi prima preclusi.

Cortensafe: un’azienda che ha innovato l’uso del corten

Nel panorama italiano, Cortensafe rappresenta l’espressione più compiuta delle potenzialità dell’acciaio corten applicato ai sistemi di protezione.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - 10

L’azienda vicentina è stata fondata da Manuel Cracco, insieme ai fratelli Federico e Davide, forti dell’esperienza maturata con la Cracco Srl, realtà attiva nel settore della carpenteria metallica fin dal 1988.

Questa solida base industriale ha permesso a Cortensafe di affermarsi come pioniere e punto di riferimento italiano nella progettazione e produzione di sistemi di protezione in corten.

Il catalogo comprende parapetti, staccionate, recinzioni e barriere stradali, oltre a una ricca offerta di complementi quali cancelli, dissuasori e transenne. Una gamma completa, capace di rispondere alle esigenze più diverse in termini di prestazioni tecniche ed estetiche.

La vocazione all’innovazione e la capacità di sviluppare prodotti personalizzati costituiscono i tratti distintivi dell’azienda, come dimostrano efficacemente i due interventi realizzati nel Parco Regionale Veneto Delta del Po.

La Ciclovia Vento: un’infrastruttura per il turismo lento

Per comprendere appieno il significato degli interventi occorre inquadrare il contesto progettuale in cui si inseriscono. La Ciclovia Vento rappresenta un’infrastruttura ciclabile di oltre 700 chilometri che corre lungo gli argini del fiume Po, collegando Venezia a Torino.

Il progetto nasce nel 2010 al Politecnico di Milano, su iniziativa di un gruppo di ricerca multidisciplinare composto da architetti, ingegneri e urbanisti.

L’interrogativo di partenza riguardava le possibili strategie per far fronte ai problemi delle aree marginali, quei piccoli comuni lontani dai grandi centri che soffrono di progressivo spopolamento.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - 4

La risposta è arrivata guardando a Nord delle Alpi: in Austria, Germania, Olanda e Francia, le grandi ciclabili lungo i fiumi hanno creato con il loro indotto occupazione e sviluppo economico, rallentando le dinamiche di spopolamento conseguenti ai processi di deindustrializzazione. Un modello virtuoso, replicabile lungo il più grande fiume italiano.

Dal 2016 Vento è parte del Sistema Nazionale di Ciclovie Turistiche, sistema alla cui creazione il progetto stesso ha contribuito.

In seguito alle risorse stanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’aprile 2020 è stato dato avvio alla progettazione definitiva ed esecutiva dei primi quattro lotti funzionali della ciclovia, uno per ciascuna regione attraversata.

Gli interventi nel Delta del Po: due soluzioni su misura

I due interventi realizzati si collocano nel tratto veneto della Ciclovia Vento, all’interno del Parco Regionale Veneto Delta del Po. Entrambi sono stati possibili grazie a un finanziamento Pnc (Piano nazionale complementare, strumento integrativo del PNRR) ricevuto da Veneto Strade, progetto attuatore della Regione Veneto.

L’intervento di Porto Tolle (2024)

Il primo cantiere ha interessato il comune di Porto Tolle, dove nel corso del 2024 è stata installata la staccionata modello Brunico QH1C NET H 1100. Si tratta di un’opera di notevole estensione: 650 metri lineari di protezione che accompagnano il percorso ciclabile lungo l’argine.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - Porto Tolle - 5

Dal punto di vista tecnico, il sistema si caratterizza per un montante a sezione quadrata e un corrimano a sezione rettangolare, abbinati a un pannello di rete stirata.

Tutti gli elementi sono ovviamente realizzati in acciaio corten, garantendo uniformità estetica e prestazionale all’intera installazione. L’altezza di 1.100 millimetri assicura un’adeguata protezione per i ciclisti senza risultare visivamente invasiva nel contesto paesaggistico.

L’intervento di Porto Viro (2025)

Il secondo intervento, realizzato nel maggio 2025 a Porto Viro, presenta caratteristiche differenti sia per tipologia di prodotto sia per le circostanze della fornitura.

L’obiettivo era realizzare un collegamento con le stazioni ferroviarie, in modo da mantenere la ciclovia connessa alla stazione di Adria, nodo fondamentale per l’intermodalità.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - Porto Viro - 11

In questo caso è stata scelta la staccionata modello Cles H Steel, con un’altezza di 1.400 millimetri e pannello in lamiera con grafica personalizzata. L’estensione complessiva è di 220 metri lineari.

Dal punto di vista prestazionale, il sistema è stato verificato alla spinta di 1,5 kN/m, parametro che ne attesta l’idoneità a resistere alle sollecitazioni previste dalla normativa per questa tipologia di applicazione.

L’elemento più significativo di questo secondo intervento riguarda tuttavia i tempi di realizzazione: il prodotto, compreso il reperimento della materia prima, è stato fornito in meno di 15 giorni.

Una performance straordinaria che testimonia la capacità organizzativa e produttiva di Cortensafe, aspetto tutt’altro che secondario quando si opera nell’ambito di appalti pubblici caratterizzati da tempistiche stringenti.

Il processo di selezione: perché il corten

L’articolo di “leStrade” fornisce interessanti dettagli sul processo che ha portato alla scelta di Cortensafe come fornitore.

Per quanto riguarda il lotto veneto, il progetto ha attraversato tutte le fasi previste dalla normativa: progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva approvata, quindi appalto.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - Porto Viro - 13

L’appaltatore ha selezionato i fornitori sottoponendoli alla valutazione della direzione lavori, che ha dato il benestare sulla fornitura dell’azienda vicentina.

Oltre a soddisfare i requisiti progettuali di capitolato, il corten proposto da Cortensafe ha riscosso apprezzamento per ragioni specifiche legate al contesto applicativo.

Il materiale presenta infatti un minore impatto ambientale rispetto alle alternative: risulta più materico e la sua colorazione lo rende più vicino all’aspetto naturale dell’ambiente circostante.

In un contesto paesaggistico di pregio come il Delta del Po, questa caratteristica assume un valore determinante. La tonalità bruno-rossastra del corten dialoga armoniosamente con i colori della vegetazione ripariale, delle terre emerse, dell’acqua.

Il risultato è un impatto visivo minimizzato, ben diverso da quello che si otterrebbe con un acciaio zincato, il cui aspetto metallico e riflettente risulterebbe estraneo e stridente.

L’articolo sottolinea peraltro come un acciaio zincato verniciato non raggiungerebbe comunque la stessa resa estetica, oltre a presentare costi comparabili e una minore durabilità nel lungo periodo.

Il confronto con le alternative

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - Porto Tolle - 6

Il tema economico merita un approfondimento. Come evidenzia “leStrade”, il corten può apparire a prima vista più costoso rispetto ad altre soluzioni. Tuttavia, un’analisi più accurata ribalta questa percezione.

I costi di zincatura e verniciatura di un acciaio normale raggiungono spesso valori molto vicini, se non equivalenti, a quelli del corten.

Considerando poi che il corten non richiede successivi cicli manutentivi, mentre l’acciaio verniciato necessita di interventi periodici di ripristino, il bilancio economico complessivo pende decisamente a favore del primo.

Il legno resta il materiale più economico in termini di costo iniziale, ma presenta esigenze manutentive completamente diverse.

Le staccionate in legno devono essere frequentemente manutentate per preservarne caratteristiche estetiche e strutturali, con interventi che comportano costi ricorrenti e impiego di prodotti impregnanti o vernici. Il corten, al contrario, richiede esclusivamente una manutenzione limitata, ordinaria, di pulizia.

Questa analisi spiega perché l’acciaio corten viene scelto sempre più frequentemente anche per le barriere di sicurezza stradale, applicazione in cui la durabilità e l’assenza di manutenzione rivestono importanza critica.

L’elemento grafico: la lamiera con il logo Vento

Un aspetto particolarmente apprezzato degli interventi nel Delta del Po riguarda la personalizzazione grafica. La lamiera tagliata al laser con la scritta “Vento” ha riscosso notevole successo, anche sotto il profilo visivo.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - Porto Viro - 14

La possibilità di integrare elementi grafici e identificativi direttamente nel sistema di protezione costituisce un valore aggiunto significativo, che trasforma una semplice infrastruttura di sicurezza in un elemento di comunicazione e identità del percorso.

Questo successo lascia prevedere un crescente impiego di soluzioni analoghe in futuri appalti, ampliando ulteriormente le prospettive di mercato per il corten nel settore delle infrastrutture cicloturistiche.

Conclusioni: il futuro è in corten

Gli interventi realizzati da Cortensafe lungo la Ciclovia Vento nel Parco Regionale Veneto Delta del Po rappresentano molto più di due forniture riuscite.

Cortensafe protagonista sulla Ciclovia Vento - Porto Tolle - 8

Costituiscono la dimostrazione concreta di come l’acciaio corten possa rispondere alle sfide contemporanee della progettazione infrastrutturale: coniugare sicurezza, durabilità, sostenibilità e rispetto del paesaggio.

Il modello della Ciclovia Vento, ispirato alle grandi ciclabili fluviali del Nord Europa, sta contribuendo a ridisegnare la mobilità dolce in Italia, generando occupazione ed economie in territori altrimenti destinati alla marginalità.

In questo contesto, la scelta di materiali e sistemi di protezione non è un dettaglio secondario, ma un elemento qualificante dell’intera infrastruttura.

Cortensafe, con la sua competenza tecnica, la capacità di personalizzazione e la rapidità di risposta, si conferma il partner ideale per accompagnare questa trasformazione, portando lungo fiumi, argini e percorsi naturalistici la qualità e l’eleganza dell’acciaio corten Made in Italy.

Fonte: Enzo Rizzo, “Il Vento del corten nel Parco del Delta del Po”, leStrade n. 11/2025, pp. 100-104