Dall’idea iniziale alla realizzazione: come una modifica in corso d’opera ha migliorato il progetto.
Il nuovo tratto di pista ciclopedonale realizzato a Pedavena rappresenta il completamento di un percorso esistente fino al ponte della Sega Bassa. L’opera, del valore di 500.000 euro finanziata con Fondi di Confine e dal Distretto del Commercio Feltre-Pedavena, si sviluppa lungo il torrente Colmeda collegando l’area periferica di Feltre con il centro di Pedavena.
L’Ing. Alessandro Marcer di CDM Engineering di Belluno, progettista e direttore lavori dell’intervento, descrive il tracciato: “È un tratto che passa nella parte iniziale su un’area verde, mentre nella parte terminale – dove sono stati installati il parapetto e la staccionata in Corten – costeggia l’argine del torrente Colmeda a fianco della strada, passando di fronte, tra l’altro allo stabilimento del Birrificio Pedavena”.
Il coinvolgimento delle realtà produttive locali
L’intervento ha visto la partecipazione attiva di due importanti aziende del territorio: Birrificio Pedavena e Forgialluminio. La prima ha realizzato un’opera a sbalzo, mentre la seconda ha ceduto gratuitamente parte della proprietà necessaria al passaggio della pista.

Questa collaborazione pubblico-privato ha permesso di ottimizzare il tracciato e contenere i costi dell’opera.
La modifica progettuale: dal legno all’acciaio Corten
Un aspetto significativo del progetto riguarda la modifica dei materiali previsti per le barriere di protezione, come spiega l’Ing. Marcer. “Devo essere sincero: inizialmente, come progettista, avevo previsto una staccionata in legno su tutto il tracciato.

Ma a lavori già aggiudicati, il responsabile del procedimento mi ha fatto notare che una staccionata in legno in quel contesto sarebbe stata proprio brutta. Ha avuto un’intuizione eccellente, devo riconoscerlo.
Abbiamo quindi verificato la possibilità, all’interno dell’intervento già appaltato, di sostituire il legno con l’acciaio Corten nei tratti più urbanizzati. La modifica è stata valutata positivamente dall’impresa esecutrice, che ha contattato Cortensafe per la fornitura. Il legno è stato mantenuto solo nella parte a valle, in ambito agrario con presenza di animali al pascolo, dove risultava più appropriato”.
Le soluzioni tecniche adottate
Sono stati installati due prodotti Cortensafe: la staccionata Bormio H3C (96 m) e il parapetto Falcade HO2 (90 m). Il parapetto certificato è stato posizionato sulla parte realizzata su soletta a sbalzo, dove il tracciato ciclopedonale aggetta proprio sul vuoto.
“L’azienda ci ha fornito relazione di calcolo degli ancoraggi e del parapetto, con staffa personalizzata in funzione della larghezza del cordolo di ancoraggio già realizzato. La staccionata Bormio invece è stata installata nella parte a monte, verso nord, dove il percorso dà sull’argine che degrada verso il torrente”.
Aspetti esecutivi e problematiche di cantiere
Nel caso del parapetto tutto è filato liscio. In merito alla staccionata il sistema prevedeva dei profili UNP da 1200 mm infissi nel terreno, ma si sono incontrate delle difficoltà: nella maggior parte dei punti non è stato possibile infiggerli completamente a causa di trovanti nel terreno.

“È stato necessario in alcuni casi tagliare i profili, installandoli più corti di quanto forniti, e integrare la resistenza con getti di calcestruzzo. Le condizioni di posa erano più complesse del previsto, ma il sistema si è dimostrato versatile e adattabile. Periodicamente passo a verificare la stabilità – lo confesso, mi aggrappo e cerco di smuovere le staccionate – e posso garantire che l’installazione è a prova di bomba”.
Valutazioni economiche e manutentive
“Devo dire – anche se forse non dovrei ammetterlo – che pensavo fossero più costose. In realtà, pur avendo un costo superiore a una staccionata ordinaria, quella in acciaio Corten offre il grande vantaggio di azzerare praticamente la manutenzione. Questi manufatti vivono di vita propria e supereranno gli anni a venire con tranquillità e senza problemi, cosa fondamentale di questi tempi per le amministrazioni pubbliche”.
Risultati e prospettive

L’opera è stata inaugurata il 17 giugno 2025 alla presenza del sindaco di Pedavena Nicola Castellaz e delle autorità locali. Tutti erano molto soddisfatti del risultato.
Durante l’inaugurazione, il sindaco Castellaz ha sottolineato come questa infrastruttura rappresenti un importante potenziamento della mobilità sostenibile, un gesto concreto per la sicurezza dei cittadini e un ulteriore segnale di coesione tra pubblico e privato a beneficio del territorio.
La pista è ora molto utilizzata perché collega la zona periferica di Feltre con Pedavena, offrendo anche un collegamento sicuro per gli studenti che ogni giorno si recano alle scuole superiori di Feltre. È frequentata da persone col cane, ciclisti, pedoni… è diventata un ambiente protetto e molto apprezzato dalla comunità.
Il completamento di questo tracciato apre inoltre a prospettive future di espansione verso ovest, lungo l’area del Canalet, dimostrando come questo intervento sia parte di una visione più ampia per la mobilità dolce del territorio.
Il valore dell’innovazione in corso d’opera

Questo intervento dimostra come modifiche progettuali anche in fase avanzata possano migliorare significativamente il risultato finale. “Per fortuna c’è sempre da imparare qualcosa”, riflette Alessandro Marcer. “Si ampliano sempre un po’ le possibilità e le conoscenze”.
E aggiunge un riconoscimento all’azienda fornitrice: “Cortensafe ha dimostrato una buona disponibilità che non si può dare per scontata in ogni lavoro”.
La lezione che emerge da questa esperienza è chiara: a volte le migliori soluzioni nascono dalla capacità di rimettere in discussione le proprie scelte, anche quando il progetto sembra ormai definito. E quando materiali “innovativi” come l’acciaio Corten incontrano professionisti aperti al cambiamento, il risultato può superare ogni aspettativa.
“Devo dare lustro al responsabile del procedimento che ha proposto questa modifica”, riconosce Marcer, “guardando la resa estetica e anche la questione della durabilità, è sicuramente migliorativa”.
Una riflessione che suona come un invito a guardare oltre le soluzioni “classiche”. L’acciaio Corten rappresenta una valida alternativa ai materiali tradizionali nelle infrastrutture per la mobilità dolce, particolarmente in contesti urbani o semi-urbani dove durabilità ed estetica devono coniugarsi con esigenze di minima manutenzione.