Grazie alle caratteristiche di resistenza, durata e basso impatto ambientale, le staccionate Brunico in acciaio corten si confermano una scelta vincente per la valorizzazione delle piste ciclopedonali di Velo d’Astico (VI) e Caldogno (VI). Nella sua intervista Johnny Schiavo, titolare della ditta Schiavo Srl che ha seguito i lavori, ci racconta nel dettaglio gli interventi svolti nelle due località.

Nelle piste ciclopedonali di Velo d’Astico e Caldogno, in provincia di Vicenza, ci troviamo di fronte a due classici esempi di come l’acciaio corten possa essere utilizzato per qualificare questi percorsi dedicati a ciclisti e pedoni. La staccionata Brunico, una delle nostre soluzioni più richieste, si è rivelata la scelta ideale.

Per raccogliere maggiori informazioni sui lavori svolti abbiamo contattato telefonicamente Johnny Schiavo, titolare della ditta che ha seguito i lavori, che ci ha raccontato nel dettaglio gli interventi, le metodologie usate per la posa in opera e i riscontri positivi per delle soluzioni che sono in grado di integrarsi armoniosamente in vari contesti, coniugando funzionalità ed estetica.

Pista ciclopedonale di Caldogno (VI)

Signor Schiavo, può descriverci nel dettaglio che tipo di lavori sono stati svolti?

A Velo d’Astico siamo nella zona in cui la pista ciclopedonale di via Fogazzaro si collega alla cosiddetta Strada del Trenino, pista ciclopedonale che percorre il tragitto della ferrovia della “Vaca Mora”, il vecchio treno che partiva da Piovene Rocchette e passava per Velo d’Astico, per arrivare fino ad Arsiero, attraverso la valle.

Sono stati posati 220 metri di staccionata in corten modello Brunico H2C. La presenza di una scala ha richiesto delle rilevazioni molto accurate: possiamo dire che praticamente, la staccionata è stata eseguita su misura con pezzi realizzati ad hoc.

A Caldogno, invece, l’intervento è stato eseguito sulla pista ciclopedonale di via Ponte Marchese che attraversa il fiume Bacchiglione. In questo caso sono stati posati 155 metri di staccionata Brunico H3C.

Pista ciclopedonale di Velo D’Astico (VI)

Con quale metodologia si è svolta la posa in opera?

Premetto che ci siamo occupati di questi lavori in subappalto alla ditta Costruzioni Generali Girardini Spa, mentre la posa in opera è stata eseguita dalla ditta F.lli Conte di Padova. Comunque a Velo d’Astico è stato utilizzato il fissaggio con UNP da 1200 mm e macchina battipalo.

Nel caso della scala i profili sono stati saldati alla struttura e quindi si sono infilati e fissati i montanti. A Caldogno oltre al fissaggio con UNP da 1200 mm, in presenza di un cordolo in calcestruzzo si è usato il fissaggio con staffa base.

Pista ciclopedonale di Caldogno (VI)

Quali valutazioni hanno suggerito di puntare su un materiale come l’acciaio corten, e non su soluzioni come il legno, la plastica riciclata, ecc.?

Senza dubbio per le proprietà del materiale, ossia la sua resistenza, la durata nel tempo e l’assenza di manutenzione: il corten non ha bisogno dei trattamenti periodici necessari per il legno.

In termini di impatto ambientale, ritiene l’acciaio corten una valida alternativa al legno?

Certo. Il corten è in grado di integrarsi esteticamente in vari contesti, sia urbani che naturali.

Cosa ne pensa dei risultati finali?

Il risultato finale è ottimo in entrambi i lavori.

Pista ciclopedonale di Velo D’Astico (VI)

Ha avuto dei riscontri da parte delle committenze e degli utilizzatori delle piste ciclopedonali? Ha la sensazione che l’impiego di questo materiale sia stato capito e accettato?

Da parte delle due Amministrazioni direi di sì: sono state molto soddisfatte del risultato. Le due piste non sono ancora aperte al pubblico. I lavori sono ultimati, ma manca il collaudo finale che comunque sarà effettuato a breve.

Altri aspetti che ha apprezzato oltre al prodotto?

Tutto si è svolto senza problemi. Oltre al prodotto mi sento di sottolineare la grande disponibilità dell’agente Cortensafe.