Il sindaco di Barrea Aldo Di Benedetto racconta un importante intervento di riqualificazione del territorio, con la riconversione in belvedere di un’ex discarica di materiali edili all’ingresso sud del paese
Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, ha costruito negli anni una precisa strategia di valorizzazione: interventi a basso impatto, pensati perché turismo, cultura e tutela dell’ambiente possano convivere.
Due anni fa la Giunta comunale ha attribuito al paese la sottotitolazione ufficiale di «Paese delle Sorgenti e dei Belvedere», ha riunito itinerari e punti d’interesse in un unico sistema organico sotto la definizione di «Barrea Museo Diffuso» e ha aggiunto ai luoghi già segnalati un «Itinerario dei Belvedere», con l’obiettivo di mettere in evidenza il paesaggio e l’eccezionalità dei panorami.
È in questo quadro che si colloca il recupero di un’area all’ingresso sud dell’abitato, per anni utilizzata come discarica di materiale edile e oggi trasformata in belvedere con passeggiata panoramica. A delimitare il percorso, circa 80 metri di staccionata in acciaio Corten modello Bormio H3C. Ne parliamo con il sindaco Aldo Di Benedetto.
Sindaco, partiamo dalla localizzazione: in che punto di Barrea ci troviamo e che cosa avete realizzato?
Barrea ha due ingressi: uno che viene da Napoli, quindi da sud, e l’altro da nord, da Roma e L’Aquila. Qui siamo all’ingresso sud, nella parte alta. Abbiamo creato un belvedere con una passeggiata, il tutto delimitato dalla staccionata in acciaio Corten modello Bormio H3C, per un totale di circa 80 metri.
Un belvedere all’ingresso del paese non è una scelta neutra: è il primo segnale che riceve chi arriva.
È esattamente così. Chi entra a Barrea da sud si trova subito davanti un affaccio, e questo dice molto di come vogliamo presentarci. Barrea è abbarbicata su una roccia che si affaccia sul lago e su una gola profonda: di belvederi ne abbiamo tanti, tant’è che il paese l’abbiamo denominato «Paese dei Belvedere». Questo intervento aggiunge un tassello a quel sistema.
E qual era la condizione dell’area prima dei lavori?
Per anni è stata utilizzata come discarica di materiale edile. L’abbiamo trasformata completamente: è stato realizzato un rilevato, circondato appunto dalla staccionata in Corten per la passeggiata. Si è trattato di un’importante operazione di riqualificazione e valorizzazione territoriale.
L’intervento non è ancora del tutto concluso: manca la sistemazione della facciata del rilevato, che verrà rivestita con pietre a faccia a vista, in modo da chiudere il lavoro anche sul fronte visibile dal basso.
Perché l’acciaio Corten e non un materiale tradizionale come il legno?
Le motivazioni sono diverse. La manutenzione, sicuramente, ma anche il colore. Quel colore, sul marrone opaco, si adatta, si omogeneizza perfettamente con il contesto del territorio.
Quindi un buon inserimento dal punto di vista ambientale.
Si inserisce non bene: benissimo. Dà l’immagine di una staccionata in legno, ma non è legno. È questo il punto: si ottiene la stessa percezione visiva, con un materiale che non richiede trattamenti nel tempo.
Veniamo alla posa in opera. Chi l’ha seguita e come è andata?
I lavori sono stati seguiti dai tecnici del Comune. Il fissaggio è stato eseguito con profili UNP da 1.500 mm infissi direttamente nel terreno con la macchina battipalo.
Il tutto si è svolto senza particolari problemi e il risultato è paesaggisticamente attrattivo.
Un fissaggio per infissione, senza plinti né getti: su un rilevato appena realizzato è anche la soluzione meno invasiva.
Sì, e ha permesso di procedere speditamente. Non abbiamo dovuto movimentare altro materiale né attendere tempi di maturazione: si è entrati in cantiere, si sono infissi i montanti e si è montata la staccionata.
Che riscontri avete avuto dai cittadini?
I cittadini di un piccolo Comune sono curiosi quando si fanno dei lavori. Da uno scetticismo iniziale si è arrivati a una condivisione collettiva.
Su che cosa verteva quello scetticismo?
Soprattutto sul materiale, che qui non era conosciuto. Poi, man mano che il lavoro prendeva forma, si è visto come si accordava con il contesto, e le perplessità sono cadute.
Quindi la scelta del materiale è stata alla fine compresa e apprezzata?
Sicuramente.
E il risultato finale come lo valuta?
Non ne faccio un motivo personale o in quanto sindaco, ma quel posto si è trasformato diventando un’attrazione: c’è gente che si ferma a fare foto e a percorrere la passeggiata. È stato uno dei lavori più interessanti e attrattivi realizzati a Barrea. Il lavoro col Corten si è perfettamente omogeneizzato con il contesto.
Al di là del prodotto in sé, come valuta il supporto ricevuto da Cortensafe?
Perfetto. Non saprei come altro descrivere il supporto fornito.



