Novanta metri di staccionata Cadore H2C-1 e una nuova passerella pedonale sostituiscono il vecchio recinto in legno ammalorato, in un’area aperta al pubblico che ospita anche il museo della bonifica.
La sede del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, in via della Migliarina 64, a Viareggio, non è un compendio chiuso: oltre agli uffici, all’officina e all’impianto idrovoro ospita il museo della bonifica, e riceve utenti, visitatori e scolaresche. Il perimetro era delimitato da una staccionata in legno ormai marcia.
La sostituzione è avvenuta con una staccionata in acciaio Cor-Ten, collezione Cadore modello H2C-1, e con una nuova passerella pedonale anch’essa in Cor-Ten. La posa è stata affidata alla Moretti Walter Srl. Ricostruiamo l’intervento con l’ing. Nicola Conti, Responsabile dell’Ufficio Ambiente del Consorzio.
Un intervento localizzato, ma in bella vista
Conti circoscrive subito il perimetro dell’operazione. Non si tratta di un intervento di riqualificazione territoriale, ma della valorizzazione di un bene di proprietà del Consorzio: “È una valorizzazione localizzata. Riguarda il nostro bene, che è la sede, gli uffici, l’officina, e poi c’è l’impianto idrovoro”.
La circostanza che rende l’intervento significativo è però un’altra: l’area è aperta al pubblico. Ci si trova il museo della bonifica, con le attrezzature dei primi anni del Novecento, meta di scuole e visitatori; e ci si recano gli utenti per le pratiche legate al contributo di bonifica.
A questo si aggiunge l’esposizione visiva: “È tutto in bella vista, perché lungo la strada si vede tutto: sia la staccionata in Corten sia la passerella”.Il percorso è interamente pedonale. La preesistenza era una staccionata in legno “marcia, in condizioni pietose”.
Il primo criterio: un materiale che non dia problemi nel tempo
La scelta del materiale è stata guidata da una valutazione di manutenzione, non di estetica. Il legno, riconosce Conti, ha probabilmente un impatto ambientale minore, ma comporta un onere gestionale che il Consorzio non intendeva assumersi: “Richiede una manutenzione troppo alta”.
Il confronto con le altre alternative tradizionali è altrettanto pragmatico. Sullo zincato Conti è netto: “Se viene urtato anche in maniera limitata, poi fa la ruggine in quel punto. E ritoccare lo zincato non è così banale”.
Il Cor-Ten in questo contesto specifico offre un vantaggio percettivo che pesa: “Il Corten sembra quasi un legno, ambientalmente non ci si accorge neanche”.In un’area con il prato, gli alberi e le macchine d’epoca della bonifica, l’inserimento è immediato: “Ha un impatto all’interno della nostra area estremamente basso, e ambientalmente è piacevole”.
Habitat e impatto minimo
L’attenzione all’impatto non è, nel caso del Consorzio, una considerazione accessoria. “Facciamo un lavoro nell’ambiente, per l’ambiente”, sintetizza Conti, “ci occupiamo della “manutenzione dei luoghi”, ma sempre con un occhio all’habitat. Avere un materiale che crea un impatto minimo era fondamentale”.
Alle considerazioni funzionali Conti affianca, qualificandola come opinione personale, una valutazione estetica: un’estetica accattivante “che ora va particolarmente di moda”.
Tre giorni di cantiere, un tubo dell’acqua e un sopralluogo fatto bene
La posa dei novanta metri di staccionata è avvenuta per infissione dei montanti con macchina battipalo. Conti ha seguito i lavori e ne dà un giudizio diretto: “Sono stati molto bravi, hanno impiegato pochissimo tempo. Si vedeva che la maestranza era esperta e lavorava molto bene”. Il montaggio complessivo, compresa la sostituzione della passerella, si è chiuso in tre o quattro giorni.
L’unico imprevisto ha riguardato un tubo dell’acqua intercettato durante la posa: individuato il punto, il tracciato della staccionata è stato adattato di conseguenza. Un problema “superato agilmente”, che però offre a Conti l’occasione per indicare quale sia, a suo giudizio, la fase realmente decisiva dell’intervento: “La fase più importante è stato il sopralluogo iniziale. Se sbagli all’inizio, poi te lo porti dietro. Non ci sono state criticità, ma perché sono stati bravi prima”.
Il giudizio dell’amministrazione
Sul risultato finale Conti parla a nome dell’amministrazione consortile: “Il risultato finale è piaciuto a tutti”. Il presidente, in particolare, teneva alla presentabilità della sede, “perché la sede è il fulcro del consorzio”.
Più articolata la lettura dei riscontri dall’esterno. Conti non ha rilevato commenti né reazioni pubbliche: si tratta di un’area privata, non una strada pubblica o un parcheggio, e questo riduce l’esposizione al giudizio di passanti o cittadini.
L’assenza di rilievi, in un’area che nel frattempo ha ospitato eventi con consiglieri e assessori regionali, va considerata in modo positivo. “Non ci sono state lamentele e per me questo è un bene”.
Il riscontro più concreto
La valutazione del supporto ricevuto da Cortensafe e dall’impresa posatrice, Conti la affida a un fatto anziché a un giudizio. L’intervento è stato suddiviso in lotti, e per il secondo il Consorzio ha richiamato gli stessi interlocutori: “Li abbiamo richiamati proprio perché ci siamo trovati bene”.
Il nesso che l’ingegnere ricostruisce è lineare: rilievo accurato, un secondo sopralluogo per sciogliere un dubbio, e di conseguenza un cantiere breve e senza sorprese.
Vale anche per la passerella: “Presa quella vecchia in legno, levata, messa quella nuova, ma tutto calcolato. Non si è sbagliato nulla, è andato tutto come doveva andare”.





