Nel cuore del centro storico di Vicenza, uno spazio rimasto inaccessibile per quasi quarant’anni è tornato alla città.

Al Giardino di San Biagio, ricavato all’interno dell’ex complesso carcerario, la separazione in sicurezza dall’area circostante è affidata a una recinzione in acciaio Corten della linea Pinerolo, completata da cancelli realizzati su misura.

Una scelta che l’architetto paesaggista Luisa Dal Brun, progettista e direttrice dei lavori, ha compiuto non per nascondere la storia del luogo, ma per renderla riconoscibile.

Un complesso con cinque secoli di storia

Il sito ha attraversato funzioni molto diverse prima di arrivare alla forma attuale.

Dapprima convento dei frati francescani, poi interessato dall’occupazione napoleonica, è infine diventato carcere, in funzione fino al 1986.

Da quel momento lo spazio è stato totalmente abbandonato.

Recinzione in acciaio Corten della linea Pinerolo per giardini San Biagio a Vicenza - 3

La porzione dove oggi sorge il giardino corrispondeva al cortile dell’ora d’aria. «Ho delle foto di poco più di quarant’anni fa in cui non c’era assolutamente nulla», racconta Dal Brun. «La natura ha spontaneamente ricolonizzato l’area: l’approccio è stato proprio quello di conservare il più possibile».

Conservazione che ha riguardato sia gli edifici circostanti, di proprietà demaniale, sia le alberature e la vegetazione, messe in sicurezza e risistemate ma mantenute.

Una recinzione che nasce dal contesto

L’esigenza progettuale di partenza era netta: avvicinarsi il più possibile a quel contesto, occupando lo spazio del cortile in seguito a perizie di sicurezza e di staticità, e al tempo stesso separare in sicurezza il parco dal resto dell’area. Da qui la necessità di introdurre una recinzione.

La scelta dell’acciaio Corten risponde a una doppia logica, estetica e narrativa.

Recinzione in acciaio Corten della linea Pinerolo per giardini San Biagio a Vicenza - 1

Sul piano pratico, «in base alla mia esperienza di altri lavori, a mio avviso la rete colore Corten è quella che sparisce di più, anche rispetto a una normale maglia sciolta verde», spiega l’architetto.

Ma c’è un secondo livello, che ribalta un’impostazione diffusa: «Mentre molti volevano nascondere il tema del carcere, io invece volevo renderlo il punto di forza».

L’effetto della patina e il disegno dei cancelli, con i loro pali verticali che richiamano l’immagine detentiva, diventano così il motivo connotativo del parco. Il Corten recupera il concetto della ruggine e del tempo che passa, unito all’eleganza e alla durabilità del materiale.

«È tutto collegato. Nasce, tra virgolette, per caso, dato dal contesto, ma con una motivazione molto forte».

Le soluzioni installate

La fornitura, venduta da Cortensafe all’impresa Idea Giardino, che ha eseguito i lavori, comprende:

  • 125 metti di rete a maglia sciolta Pinerolo EC Wire, altezza 1,50 m, per la recinzione perimetrale del parco;
  • 2 cancelli da intervallare alla recinzione, altezza 1,50 m;
  • il cancello di ingresso all’area.
Recinzione in acciaio Corten della linea Pinerolo per giardini San Biagio a Vicenza - 6

A completare l’insieme, lato cancello d’ingresso, è stata realizzata anche una camicia di sostegno e protezione della muratura, anch’essa in Corten. «Sta già diventando tutto omogeneo: a mio avviso è un bell’effetto», osserva Dal Brun. «Quel cancello è esattamente quello che immaginavo».

La posa in opera

Linea Pinerolo per Giardino San Biagio

La metodologia di posa si è articolata in funzione dei diversi elementi.

I paletti della recinzione sono stati inghisati nel terreno: per ciascuno è stato previsto un piccolo plinto.

Per gli elementi più impegnativi, ad esempio il cancello d’ingresso, si è proceduto a una lavorazione più approfondita, con la realizzazione di travi di sostegno armate.

Un elemento di particolare interesse progettuale riguarda i tratti di recinzione rimovibile: due tratti da quattro metri e uno da poco più di due, collocati sul lato ingresso. La scelta nasce da una finalità manutentiva precisa, evitare di moltiplicare i cancelli.

Quei segmenti sono stati resi completamente indipendenti dal resto della recinzione e asportabili al bisogno, per consentire l’accesso con piccoli mezzi o per le operazioni di sicurezza. Oltre ai due cancelletti, dunque, esistono due ulteriori punti apribili.

Sicurezza e mimetizzazione

La dimensione dell’intervento aiuta a leggere il ruolo della recinzione.

L’ambito di intervento del cortile è di circa 1.350 metri quadri, mentre la porzione centrale concessa in uso al Comune misura circa 750 metri quadri.

Linea Pinerolo per Giardino San Biagio - 2

La separazione fisica tra l’area fruibile e il contesto demaniale circostante ha quindi una funzione, come sottolinea l’architetto, «chiara e reale»: ornamentale, ma soprattutto di sicurezza.

A questa funzione si affianca una volontà progettuale opposta a quella di marcare un confine: dissolvere il margine anziché evidenziarlo. Le opere verdi giocano dentro e fuori la recinzione, in modo da mitigarne la presenza.

Su questo aspetto è utile una precisazione tecnica: la patina caratteristica dell’acciaio Corten non va confusa con la ruggine. Si tratta di uno strato protettivo che, nel tempo, ne determina la colorazione e ne accompagna l’integrazione nel verde.

«Anche il Corten è stato capito», nota l’architetto, «perché purtroppo non sempre è così».

Un intervento voluto dall’amministrazione

Il sindaco Giacomo Possamai inaugura il Giardino San Biagio

Il recupero del Giardino di San Biagio è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Vicenza, che lo ha inserito in un più ampio percorso di valorizzazione degli spazi urbani del centro storico.

All’inaugurazione il sindaco Giacomo Possamai ha parlato di un lavoro di squadra che restituisce alla città uno spazio prima inaccessibile, con l’obiettivo di riconsegnare a residenti, studenti e visitatori un’area rinnovata e riqualificata.

Il riscontro della cittadinanza è arrivato presto. «Sono passati solo quindici giorni dall’apertura, ma è uno spazio molto apprezzato», racconta Dal Brun. «È stato capito il motivo di questo recupero: sono state apprezzate le alberature, l’avvicinamento a un contesto abbandonato a sé stesso».

Per un luogo che è stato di separazione, oggi tornato di incontro, è il segnale che la memoria del sito non è stata cancellata, ma trasformata.