In un recente progetto di valorizzazione territoriale lungo la storica Via Francigena in Val di Susa (TO), che ha portato alla creazione di una pista ciclopedonale, è stata scelta la nostra staccionata Brunico H2C in acciaio Corten. Per approfondire i dettagli del progetto, abbiamo intervistato il geometra Davide Aimone, socio e responsabile tecnico di Conter Costruzioni, ditta che ha eseguito la posa in opera.
Geometra Aimone, può descriverci nel dettaglio che tipo di lavori sono stati svolti?
L’intervento si è svolto in un tratto della Via Francigena in Val di Susa: si tratta di un antico sentiero usato in passato per attraversare il confine, che è stato riqualificato come pista ciclopedonale. Il nostro intervento si è strutturato in due tranche.
La prima, di 930 metri, a protezione di una scarpata a San Giorio: la pista lambisce in alcuni punti il bracciato della Dora Riparia, affiancandosi alla parte golenale, pertanto la pista è rialzata come se fosse su un argine.
Nella seconda tranche, di 460 metri, la pista scorre vicino a delle rogge a Sant’Antonino di Susa e anche in questo caso la scelta è caduta sulla staccionata Brunico H2C, che si è dimostrata perfetta per il contesto.
Quali valutazioni hanno suggerito all’Unione Montana Val di Susa di puntare su un materiale come l’acciaio Cor-Ten?
L’acciaio Corten è stato scelto principalmente per la sua robustezza e perché non richiede praticamente alcuna manutenzione. In realtà come quelle delle pubbliche amministrazioni dove le risorse per la manutenzione sono limitate, la durabilità nel tempo diventa cruciale.

Il Corten garantisce una lunga durata senza necessitare di continui interventi, a differenza del legno, che tende a degradarsi rapidamente: basta una traversa rotta per trasmettere un’impressione di incuria.
In termini di impatto ambientale, ritiene l’acciaio Cor-Ten una valida alternativa al legno?
Assolutamente sì. L’acciaio Corten, una volta raggiunta la sua patina di ossidazione, si integra armoniosamente con l’ambiente circostante. Rispetto al legno trattato, che tende a perdere il suo fascino in breve tempo, il Corten mantiene un aspetto gradevole e si dimostra un’eccellente soluzione anche dal punto di vista estetico.

Secondo lei, in generale, quali sono i principali punti di forza delle soluzioni Cortensafe?
Per me i punti di forza di Cortensafe risiedono nella precisione e nell’organizzazione. Do senza dubbio un 10 e lode per quanto riguarda la serietà tecnica e commerciale: abbiamo sempre ricevuto tutto il materiale ben distinto e contrassegnato, a prova di errore. Le semplicità di montaggio e posa dei prodotti è un altro aspetto fondamentale.
Con quale metodologia si è svolta la posa in opera?

Attraverso il fissaggio di profili UNP da 1200 mm sul terreno utilizzando un battipalo idraulico collegato a un piccolo escavatore: una soluzione che secondo me si presta meglio che non una battipalo più tradizionale, da barriere stradali per intenderci.
Nonostante la presenza di qualche pietra – imprevisto naturale, che si mette in conto in ogni lavoro – i lavori sono proceduti rapidamente.
Cosa ne pensa del risultato finale? Ha avuto per caso dei feedback da parte della committenza?
Premetto che ho avuto rapporti prettamente con la direzione lavori, la quale ha espresso grande soddisfazione per il risultato finale. Durante i lavori, comunque, abbiamo raccolto commenti positivi dalle persone che transitavano nella zona, che apprezzavano l’intervento e il tipo di soluzione adottata.
C’è qualcos’altro che vorrebbe sottolineare?
Ritengo che l’acciaio corten sia un ottimo materiale per progetti di riqualificazione territoriale, combinando durabilità, bassissima manutenzione e integrazione ambientale.

Pertanto mi fa piacere che Cortensafe punti a promuovere questi prodotti presso gli studi di architettura e progettazione, privati e pubblici.