Un caratteristico percorso pedonale che si snoda tra terrazzamenti vitati consente di arrivare al Santuario della Madonna della Sassella. Grazie a un bando regionale è stata installata la staccionata Stelvio E5C per offrire una protezione che non fosse visivamente impattante. Per approfondire l’intervento abbiamo fatto alcune domande all’arch. Davide Giugni dell’Ufficio tecnico del Comune di Sondrio.
Può descriverci nel dettaglio che tipo di lavori sono stati svolti e lungo quale tratto?
Lungo il percorso che porta al Santuario della Madonna della Sassella sono stati installati circa 260 metri di staccionata in corten, modello Stelvio E5C. Si tratta di un luogo molto caro ai Sondriesi – unico santuario della città – meta di una classicissima passeggiata delle domeniche primaverili.
Il Santuario si trova su uno sperone roccioso del versante retico alle porte di Sondrio: ben visibile dalla strada statale per chi proviene da Milano.
L’edificio è raggiungibile attraverso un caratteristico percorso lungo i terrazzamenti vitati sostenuti da muretti a secco, dai quali proviene il Valtellina Superiore DOCG, denominato appunto Sossella.
Avete installato la staccionata per ragioni di sicurezza quindi?
Esatto. Questo percorso pedonale – viene usato come tratturo solo dai mezzi agricoli – scorre in mezzo a terrazzamenti di vigne sostenuti solo da muretti, anche importanti, che possono arrivare a quattro, cinque metri, per cui era sprovvisto di protezione.

Da anni si stava pensando di intervenire, finché l’accesso a un bando regionale ha consentito di dare il via ai lavori.
Il bando riguardava sia il percorso che il santuario: si chiama infatti “Percorso di-vino”, intendendo ovviamente il vino, nell’accezione più “volgare” e divino nell’accezione più spirituale, diciamo.
Oltre al tema sicurezza, quali altre valutazioni vi hanno spinto ad adottare la soluzione di Cortensafe?
Innanzitutto Cortensafe è fornitore da qualche anno della Comunità montana di Sondrio. Ad esempio è stata utilizzata la staccionata Brunico per il tratto del Sentiero Valtellina che si trova proprio sotto il Santuario della Sassella, in località Albosaggia. Pertanto su questo percorso ciclopedonale extra urbano che corre a fianco del fiume Adda è già presente un vostro prodotto.

Devo ammettere, inoltre, che non avevamo il tempo di progettare qualcosa su misura, per cui sapendo di Cortensafe abbiamo deciso di scegliere una soluzione già studiata e pronta.
Inoltre, essendo un ambiente vitato e monumentale è vincolato, quindi abbiamo dovuto chiedere il parere della Sovrintendenza, che è stato favorevole.
In conclusione per una serie di buoni motivi, tra cui quello non trascurabile della manutenzione zero, abbiamo scelto Cortensafe.
Perché avete scelto il modello Stelvio?
Per non avere qualcosa di troppo impattante. Banalmente il richiamo era ai pali della vigna: si voleva una protezione trasparente, quasi invisibile dalla strada, proprio per la delicatezza del paesaggio vitato.
Col senno di poi avrei scelto le tre corde in acciaio, comunque si è ottenuto l’effetto cercato: dalla strada, che si trova una cinquantina di metri sotto, in certi momenti di luce sembra proprio che le corde non esistano.
Con quale metodologia si è svolta la posa in opera e quanto tempo ha richiesto?
Ho seguito personalmente i lavori e le maestranze mi hanno fatto un’ottima impressione, lavorando a una velocità effettivamente molto elevata.
Il sistema di ancoraggio è molto bello perché viene tutto nascosto: prima sono stati annegati i perni rebar e poi sono stati fissati i montanti tubolari, già predisposti dei fori, tramite appositi morsetti. Si tratta inoltre di un sistema rimovibile in caso di necessità o per eventuali emergenze.

Quali sono i riscontri che avete avuto dalla cittadinanza?

Innanzitutto, se un’opera di questo tipo al giorno d’oggi non viene commentata negativamente su Facebook, è già un successo. Comunque parecchie persone, soprattutto genitori, che fanno questo percorso assieme ai propri bambini – io compreso –, ci hanno fornito dei feedback positivi. Dal punto di vista della sicurezza l’intervento è stato sicuramente apprezzato.
Dal punto di vista estetico vi sono state alcun perplessità quando il corten doveva ancora ossidarsi; dubbi che sono scomparsi dopo che il materiale ha assunto il colore previsto. Devo dire che questi buoni riscontri sono anche motivo di orgoglio perché, pur avendo dovuto andare un po’ di corsa, siamo riusciti ad ottenere un buon risultato.