Scelta la staccionata in acciaio Corten Brunico H3C per sostituire la logora staccionata in legno e valorizzare il contesto paesaggistico. La nostra soluzione è stata utilizzata per i due lati della pista ciclabile e per tutti gli accessi, sia con rampa che con scalinata.
La pista ciclabile del Caneo fa parte della Ciclovia FVG2 “del Mare Adriatico”, un itinerario ciclabile lungo oltre 1.000 chilometri, che collega Tarvisio a Ravenna e interessa la Alpi Giulie, i laghi sloveni, il Carso, la costa adriatica (attraversando la laguna di Venezia).
Il cosiddetto tratto del Caneo, immerso nella Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo, parte dal caratteristico villaggio di Punta Sdobba, inserito nella laguna e costruito ai tempi della bonifica dei terreni della frazione di Fossalon di Grado per dare una sistemazione ai pescatori che vivevano nei tipici casoni, e prosegue per una decina di chilometri con uno sviluppo pianeggiante. A metà della ciclabile c’è l’accesso alla “spiaggia delle conchiglie”.

L’obiettivo di Friuli Venezia Giulia Strade Spa, committente dell’opera, è di mettere in sicurezza il tratto di ciclovia arginale compreso tra il “canale Averto e Caneo”, per mezzo della rimozione della staccionata in legno, completamente ammalorata, e della sua sostituzione di una nuova barriera di protezione su entrambi i lati della ciclabile (lato mare e campagna).
Collezione Brunico, prodotto best seller
Per la nuova barriera è stata scelta la collezione Brunico, capace di sintetizzare estetica, prezzo e prestazioni.

Veloce da montare, è la scelta appropriata per chi abbia necessità di un prodotto che possa assicurare una notevole durata nel tempo (la soluzione tutta in acciaio Corten richiede una manutenzione pressoché nulla) e un’alta adattabilità.
La Brunico H3C ha anche il pregio di essere personalizzabile con interventi su misura. Così è accaduto anche nel caso della pista ciclabile del Caneo: si è trovata una personalizzazione nel punto di fissaggio alla struttura esistente.
Sul lato campagna, si è adottato il sistema di fissaggio tramite UNP (di 1.500 millimetri) e macchina battipalo, mentre, lato mare, sono state create delle staffe personalizzate ed è stata richiesta, dall’ente Friuli Venezia Giulia Strade, l’indagine pull-out dei tasselli. L’indagine è stata richiesta per testare la tenuta in una situazione diversa dallo standard del produttore.
La rivista “leStrade” conclude il servizio facendo alcune domande all’ing. Giulio Ossich di Friuli Venezia Giulia Strade Spa, R.U.P. dell’intervento, il quale sottolinea che è stata scelta la staccionata Brunico H3C perché garantisce non solo una maggiore durabilità nel tempo, ma anche un armonico inserimento ambientale. Oltre alla Brunico sono stati impiegati anche degli elementi amovibili di Cortensafe, con funzione di dissuasori d’ingresso alla pista ciclabile.













