L’inquinamento visivo altera il nostro ambiente incidendo negativamente sulla qualità della vita degli individui. Per tale motivo tutti i prodotti Cortensafe sono stati studiati per inserirsi armoniosamente sia in contesti urbani che naturali, azzerando l’impatto ambientale.
Conosciamo varie forme di inquinamento: l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento del suolo, quello ambientale e acustico, ma paradossalmente una tra le più invisibili – e meno conosciute – è l’inquinamento visivo. Invisibile perché siamo circondati da così tante brutture e disarmonie, da averci fatto l’abitudine.
Ma cosa intendiamo con inquinamento visivo?
Con questo termine possiamo indicare l’alterazione di qualsiasi ambiente – paesaggio naturale o urbano – con l’inserimento di elementi che per la loro estraneità risultano sgradevoli alla vista e tali da generare un certo malessere.
Questo significa che l’armonia suscitata dall’immagine di una piazza, di una strada o di un paesaggio fa bene alla salute. L’integrazione degli elementi nello spazio, infatti, è un importante parametro per il benessere degli individui.
Tutti per ricrearci cerchiamo luoghi che ci diano un senso di armonia, di vivacità o di singolarità, mentre fuggiamo da luoghi disordinati, squallidi, monotoni, che non a caso definiamo “deprimenti”. L’impatto dell’inquinamento visivo, quindi, non è solo di natura estetica.
Un accenno storico
Si inizia a parlare di inquinamento visivo alla fine degli anni ’70 nella città di Albuquerque, nel Nuovo Messico, a proposito delle insegne e dei cartelloni pubblicitari.
Nel 1976 viene introdotta una legge che limita le dimensioni dei cartelli secondo una formula che tiene conto delle dimensioni del lotto di terreno, o della facciata, o dell’edificio su cui sono situati.
Si tratta del primo passo verso l’eliminazione dell’inquinamento visivo ad Albuquerque. Da allora il concetto si è esteso fino all’odierna definizione che ne prevede varie forme.
Forme di inquinamento visivo
Vi possono essere diversi fattori di inquinamento visivo, a partire da qualsiasi elemento architettonico o ingegneristico, sia esso un edificio, una strada o un ponte.
Per trovare degli esempi basti pensare ai diffusi fenomeni di speculazione edilizia, abusivismo e cementificazione che costellano il nostro Paese.

Anche attraverso l’abitazione l’uomo dà la propria impronta al paesaggio, mostrando al contempo il grado di inserimento nell’ambiente. Per studiare l’impatto visivo di un’abitazione, si possono considerare la morfologia, ossia la forma delle nuove abitazioni, i materiali costruttivi, il colore e gli impianti supplementari (antenne paraboliche, caldaie, climatizzatori, ecc.).
I principali fattori di inquinamento visivo da impianti tecnologici pubblici si possono riassumere in: rete elettrica (tralicci dell’alta tensione, torrette di distribuzione, ecc.), centrali eoliche, antenne radiotelevisive, antenne per la telefonia mobile, impianti di stoccaggio e gestione dei rifiuti, impianti di depurazione della rete fognaria.
La pubblicità come inquinamento visivo, soprattutto nelle metropoli, è senza dubbio una realtà e il fattore che ha dato il via al concetto di inquinamento visivo, come abbiamo visto.
Di solito quando si parla di impatto del traffico sulla salute e sull’ambiente ci si riferisce all’inquinamento atmosferico e acustico. Quasi mai si considera l’influenza visiva che i veicoli provocano nel contesto urbano e nei piccoli centri, alterando la visione dello spazio percepito, riducendo la prospettiva e occludendo lo sguardo.
Inquinamento visivo e paesaggio

Possiamo considerare il paesaggio come la forma dell’ambiente: di per sé non esiste, in quanto è un concetto tipicamente umano.
Uno degli elementi fondamentali del paesaggio è la sua identità: parlare di paesaggio urbano, rurale, ecc. richiama alla mente una serie di immagini precise, connotate da elementi distintivi comuni.
Riteniamo bello un paesaggio quando è riconoscibile come forma attesa di un determinato luogo, mentre lo consideriamo brutto o sgradevole quando contiene elementi estranei, non identificabili con il luogo.
(Nella foto sopra un esempio di come le nostre staccionata si inseriscano armoniosamente nel paesaggio)
Inquinamento visivo e arredo urbano
L’arredo urbano è tutto ciò che costituisce il completamento funzionale dello spazio urbano. Ne fanno parte panchine, fioriere, cestini, fontane, pensiline, punti di illuminazione, cassonetti dei rifiuti e naturalmente le staccionate.
È un segno immediato e tangibile della vita nelle città e rappresenta un fattore basilare di determinazione della qualità degli ambienti urbani. L’arredo urbano non è un elemento marginale o un optional.
Non esistono norme nazionali sulla scelta dei materiali, dei colori, del design in funzione del contesto in cui devono essere inseriti gli elementi dell’arredo, salvo le eventuali indicazioni contenute nei regolamenti redatti in tal senso da Comuni o Regioni, così che la valutazione è affidata spesso al gusto personale di responsabili o tecnici preposti.
(Nella foto sotto un esempio di come una nostra staccionata diventi un elemento armonico dell’arredo urbano).

Design attento all’impatto ambientale e visivo
Nello studiare le nostre soluzioni abbiamo sempre prestato attenzione all’impatto che avrebbero avuto, per fare in modo che si inserissero armoniosamente in ogni contesto, urbano o rurale.
Le interviste che facciamo periodicamente ad assessori, tecnici, responsabili dei lavori pubblici, ecc., dei Comuni che hanno scelto le nostre soluzioni, sono state e sono importanti sia per averci fatto capire di essere sulla buona strada – come sottolinea Paolo Salvatore, Vicesindaco di Bussi sul Tirino (PE) –, sia per migliorarci costantemente.
Se qualcuno volesse approfondire questo argomento può leggere il volume di Paolo Rognini, “La vista offesa. Inquinamento visivo e qualità della vita in Italia”, edito da FrancoAngeli, a cui abbiamo fatto riferimento per realizzare questo post.
Grazie all’intervento di vari esperti del settore, il libro tenta di mettere a fuoco il fenomeno dell’inquinamento visivo, di analizzarlo nelle sue caratteristiche intrinseche e di valutarne gli aspetti culturali e le sue ricadute sulla qualità della vita umana. Buona lettura!
Fonti:
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Rognini P., La vista offesa. Inquinamento visivo e qualità della vita in Italia, FrancoAngeli, 2008, pp.224
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https://paesaggioix.fandom.com/it/wiki/Inquinamento_visivo