Sono disponibili parecchie linee guida o manuali sulla realizzazione di piste ciclabili, redatti dalla amministrazioni pubbliche. Ci troviamo di fronte a documenti ricchi di informazioni, ma che spesso non forniscono indicazioni sulle caratteristiche che devono avere eventuali staccionate. Ecco la nostra proposta.

Per la salute delle città e delle persone risulta sempre più importante promuovere politiche di mobilità sostenibile in grado di ridurre le emissioni inquinanti (gas serra), i rumori e i consumi energetici. In tal senso un ruolo fondamentale ha la realizzazione di percorsi ciclabili continui, sicuri, confortevoli e convenienti, possibilmente con una struttura a rete.

Fiab-areatecnica.it - staccionate delle piste ciclabiliSia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che molte amministrazioni regionali hanno sviluppato delle linee guida o manuali tecnici per la realizzazione di piste ciclabili.
Degli ottimi esempi si possono trovare sul sito Fiab-areatecnica.it dell’associazione Fiab Onlus (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

In particolare desideriamo segnalarvene tre:

1.   “Reti Ciclabili in Area Mediterranea” – Vademecum della Ciclabilità, realizzata dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia nell’ambito di Cyronmed (Cycle Route Network of the Mediterranean) e redatto dalla Fiab, che probabilmente rappresenta l’opera più completa e aggiornata sul tema esistente oggi in Italia;

2.   “Piste ciclabili in ambito fluviale”, manuale tecnico realizzato dalla Regione Toscana;

3.   “Manuale per la realizzazione della rete ciclabile regionale” della Regione Lombardia.

Tutte questi documenti sono ricchi di informazioni sulle piste ciclabili, fornendo accurate indicazioni su: dimensioni, localizzazione, segnaletica, pavimentazione, illuminazione, aree e dotazioni per il parcheggio, ecc.
A nostro avviso però mancano delle indicazioni sulle caratteristiche che devono avere le eventuali staccionate che si affiancano alle piste ciclabili. Alcuni le citano di sfuggita.

Quello che fornisce maggiori indicazioni è il manuale della Regione Toscana che ad un certo punto consiglia di adottare un parapetto di sicurezza per quelle piste ciclabili poste in sommità di argini o in corrispondenza del ciglio di sponda, quando:

  • la differenza tra la larghezza della sommità arginale e la larghezza della pista ciclabile è inferiore ad 1 metro;
  • la differenza di quota tra il piano della pista ciclabile e il piano laterale (a campagna o in golena) è maggiore di 2 metri, con angolo della scarpata inferiore a 45° (poco ripido), oppure è maggiore di 0,5 metri, con angolo della scarpata superiore a 45° (molto ripido).

Il parapetto dev’essere a moduli smontabili con lunghezza massima del singolo modulo di 2,5 metri e altezza di 1,10 metri. I montanti andranno adeguatamente infissi nel terreno con modalità che ne permettano una facile estrazione nei casi di necessità.

5 punti basilari per la realizzazione di staccionate per piste ciclabili

Pensiamo che delle linee guida debbano riportare delle indicazione utili non solo per situazioni di particolare rischio. Proponiamo quindi 5 caratteristiche fondamentali che ogni staccionata per piste ciclabili dovrebbe avere.

1. Come indicato nel manuale della Regione Toscana, per ragioni di sicurezza l’altezza minima dovrebbe essere di 1,10 metri.

2. La staccionata non deve avere parti contundenti(spigoli, protuberanze, ecc.) o materiali che possano ferire le persone.

3. Deve garantire una tenuta allo sforzo da impatto di almeno 1 kNm (1 kilonewton per metro) sul corrimano.

4. È opportuno che sia facilmente rimovibile e riposizionabile in casi di emergenza o per necessità di manutenzione dei cigli, dei corsi d’acqua, ecc.

5. Richieda al gestore un livello minimo o nullo di manutenzione.

Ci auguriamo che queste indicazioni siano utili a coloro che dovranno redigere o aggiornare i loro manuali sulla realizzazione di piste ciclabili.