Da circa un anno è stato avviato un programma che prevede lo studio, anche storico, dei vantaggi e degli svantaggi avuti nell’utilizzo dell’acciaio CorTen per migliorare costantemente la produzione delle staccionate CortenSafe.
L’acciaio CorTen – come abbiamo scritto sul nostro sito web – deriva il suo nome dalle iniziali dei termini “CORrosion resistance” e “TENsile strenght”, che sottolineano le due principali caratteristiche che lo contraddistinguono: la grande resistenza meccanica e alla corrosione. Quest’ultima è dovuta a un processo naturale di ossidazione che crea una patina protettiva che impedisce il progressivo estendersi della corrosione ed è capace di rigenerarsi: se la patina viene intaccata o scalfita, il materiale si ossida di nuovo per creare una nuova protezione. Dal punto di vista estetico, inoltre, è tale patina che conferisce al materiale quell’intensa e calda colorazione bruna.
«Sono elementi oramai noti, ma li stiamo approfondendo assieme all’Università di Bologna attraverso una ricerca condotta anche dal punto di vista storico» sottolinea Manuel Cracco. «L’obiettivo è individuare sempre meglio vantaggi e svantaggi di applicazione di questo materiale, indagando anche le cause dell’insuccesso o meno di certi lavori o realizzazioni. Questa collaborazione è strategica nell’ottica del miglioramento continuo delle nostre staccionate: ci sta aiutando molto nello studiare e applicare soluzioni ad hoc per garantire la massima durata del materiale».
Resistenza e corrosione atmosferica dell’acciaio CorTen
La prima importante applicazione dell’acciaio CorTen nell’edilizia risale al 1964 con la realizzazione del Centro direzionale della John Deere and Co. a Illinois su progetto dell’architetto Eero Saarinen. Ad essa ne seguirono numerose altre, fra le più note il grattacielo del Chicago Civic Center nel 1965 con l’antistante scultura di Picasso (vedi immagine a sinistra), divenuta, fin dal 1967, anno della sua inaugurazione, un simbolo della città di Chicago. L’opera, composta da acciaio CorTen e acciaio inossidabile, si presenta in ottimo stato ancora oggi, dopo 50 anni di esposizione in un ambiente che possiamo considerare moderatamente aggressivo.
Per fare un esempio italiano di quegli anni, ricordiamo che il primo guardrail installato sull’autostrada del Brennero aveva un corrimano in CorTen (il primo tratto dell’autostrada aperto al pubblico fu nel 1968): dopo circa 50 anni quel tubo in acciaio è ancora intatto (l’odierna sostituzione dei guardrail sta avvenendo perché è cambiata la normativa sulle barriere di contenimento stradali).
Per illustrare l’effetto a lungo termine dei diversi ambienti di esposizione sulla corrosione dell’acciaio CorTen risulta significativo uno studio condotto dall’American Iron and Steel Institute (AISI). I risultati ottenuti dal monitoraggio del materiale utilizzato per applicazioni infrastrutturali hanno infatti confe
rmato gli enormi vantaggi legati all’introduzione di questo acciaio in luogo del comune acciaio al carbonio sia in termini di installazione e manutenzione che di performance a lungo termine (a destra pali della luce in acciaio CorTen e in legno a confronto. Fonte: Steel.org).
«Per capire meglio la ricerca che CortenSafe dedica al miglioramento dei propri prodotti» continua Manuel Cracco «dobbiamo ricordare anche alcuni insuccessi come l’Omni Coliseum (1972) ad Atlanta in Georgia che fu necessario demolire solo dopo 25 anni. Questo e altri esempi degli anni settanta furono dovuti a un’insufficiente conoscenza del comportamento del CorTen e in particolare dell’azione dannosa causata da elevate concentrazioni di cloruri o di anidride solforosa (SO2).
La nostra migliore conoscenza assicura la massima durata dell’acciaio CorTen
Oggi, grazie alle moderne tecnologie e alla migliore conoscenza del materiale, in particolare sul meccanismo di formazione della patina protettiva, possiamo adottare le giuste misure.
L’acciaio CorTen:
deve essere costantemente aerato, quindi è fortemente sconsigliato l’utilizzo in spazio chiusi e non idoneamente ventilati.- È necessario eliminare ogni elemento che ostacoli i normali cicli bagnato-asciutto, essenziali alla generazione e mantenimento della patina protettiva.
- Il CorTen deve essere esposto all’atmosfera: ecco perché si presta alla realizzazione di arredi urbani esterni come staccionate, recinzioni, ecc.
- Non deve essere posto in vicinanza di cloruri (come l’acqua di mare). In tal caso occorre che il materiale sia ben ventilato con opportune lavorazioni, in modo che si mantenga nel tempo, come da studi effettuati da CortenSafe.
- Non si devono applicare al CorTen sostanze come vernici, cere o pitture prima della formazione del film di ossido protettivo.
- Si deve evitare la corrosione galvanica generata dall’accoppiamento del CorTen con materiali meno “nobili” dell’acciaio.
Patinatura naturale o artificiale?
Per formare naturalmente la patina protettiva l’acciaio CorTen impiega tempi dell’ordine di alcuni mesi. La tonalità assunta, soprattutto nelle prime fasi di esposizione, può dipendere dall’orientazione e dalle geometrie delle superfici.
Talvolta vengono richiesti degli acciai che abbiano già una patina della tonalità desiderata, che si ottiene con procedure di patinatura accelerata delle superfici.
L’analisi della letteratura scientifica, però, sottolinea i vantaggi dell’ossidazione naturale che risulta essere più protettiva rispetto a quella ottenuta in modo accelerato. Pertanto nelle opere destinate a rimanere all’aperto, come possono essere le staccionate, in mancanza di particolari ragioni estetiche o costruttive, sembra essere preferibile puntare a una patinatura naturale.